La stanchezza che spesso si avverte dopo le festività natalizie è un’esperienza comune. Durante questo periodo, i ritmi quotidiani vengono alterati da un sonno irregolare, un’alimentazione più ricca e una minore attività fisica, tutti fattori che influenzano l’equilibrio generale dell’organismo. Questi cambiamenti, seppur temporanei, richiedono tempo per essere smaltiti, lasciando un senso di affaticamento che persiste anche dopo la fine delle celebrazioni.
Secondo le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence, un ente pubblico del Regno Unito che fornisce linee guida, raccomandazioni e standard su come migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e sociale, la durata e l’impatto della stanchezza sulla vita quotidiana rappresentano elementi centrali per distinguerne la natura fisiologica da una condizione che richiede valutazione medica.
Stanchezza fisiologica: un adattamento dell’organismo
Durante le festività l’organismo si adatta a variazioni concentrate in un breve periodo: orari del sonno frammentati, maggiore carico digestivo, ridotta esposizione alla luce naturale e aumento dello stress psicofisico.
Studi pubblicati sul Journal of Clinical Sleep Medicine mostrano che una disorganizzazione temporanea dei ritmi circadiani riduce l’efficienza del recupero energetico, favorendo una sensazione di affaticamento generalizzato.
In questa fase, la stanchezza svolge una funzione di segnalazione e tende a ridursi con il ripristino di abitudini regolari.
Quando la stanchezza persiste oltre il rientro nella routine
Se l’affaticamento si mantiene per settimane, anche in presenza di un riposo adeguato, il quadro assume un significato clinico diverso.
Le condizioni frequentemente associate alla stanchezza persistente nel periodo post-festivo sono:
Alterazioni metaboliche, in particolare dell’assetto glicemico e lipidico
Le alterazioni nei parametri metabolici, come la glicemia elevata o i livelli di colesterolo fuori norma, causano una stanchezza persistente. Se la glicemia è alta, il corpo non utilizza correttamente l’energia proveniente dagli zuccheri, portando a una sensazione di stanchezza cronica.
Carenze nutrizionali, soprattutto di ferro, vitamina D e vitamine del gruppo B
Le carenze nutrizionali sono una delle cause più comuni di stanchezza persistente. Il ferro, la vitamina D e le vitamine del gruppo B sono cruciali per il benessere energetico e metabolico.
La carenza di ferro può causare anemia, che riduce il trasporto di ossigeno ai muscoli e ai tessuti, causando affaticamento. La carenza di vitamina D, particolarmente comune nei mesi invernali, è frequentemente associata a una sensazione di affaticamento persistente. La ridotta esposizione alla luce solare durante l’inverno compromette la sintesi di questa vitamina, essenziale per il metabolismo energetico, il funzionamento muscolare e il sistema immunitario. Una carenza di vitamina D si traduce spesso in una sensazione di stanchezza generale e in una difficoltà maggiore nel recupero fisico e mentale.
Squilibri ormonali, con particolare attenzione alla funzione tiroidea
La stanchezza può essere un segno di squilibri ormonali, in particolare legati alla tiroide. Una tiroide ipoattiva (ipotiroidismo) rallenta i processi metabolici, causando affaticamento.
Le persone con ipotiroidismo spesso avvertono una stanchezza che non scompare nemmeno con il riposo, oltre a sintomi come aumento di peso, pelle secca e capelli fragili.
Stati infiammatori di basso grado
Un’infiammazione cronica di basso grado contribuisce alla sensazione di affaticamento e a problemi di salute a lungo termine. In condizioni come l’obesità o malattie autoimmuni, l’infiammazione costante nel corpo compromette la funzionalità dei sistemi energetici e indebolire il corpo, aumentando la sensazione di stanchezza.
Disturbi del sonno non diagnosticati
I disturbi del sonno, come l’apnea ostruttiva del sonno o l’insonnia, sono strettamente legati alla stanchezza persistente. La qualità del sonno influisce direttamente sui livelli di energia durante il giorno. Le persone con apnea del sonno non si riposano correttamente durante la notte, svegliandosi frequentemente e non riuscendo a recuperare l’energia necessaria.
I segnali che accompagnano la stanchezza clinica
L’affaticamento cronico diventa clinicamente rilevante quando si presenta correlato ad altre sintomatologie come:
- difficoltà di concentrazione
- sonno non ristoratore
- ridotta tolleranza allo sforzo fisico
- cefalea ricorrente
- sensazione di debolezza generalizzata
La presenza contemporanea di questi segnali indica la necessità di un inquadramento strutturato.
Il ruolo della valutazione medica nella stanchezza persistente
Un approccio clinico corretto parte dall’ascolto del paziente e dall’analisi del contesto: stile di vita, alimentazione, qualità del sonno, livelli di stress e storia clinica. È fondamentale consultare il proprio medico di base come primo passo, in quanto può orientare verso la corretta diagnosi e definire il percorso più appropriato.
La valutazione medica consente di:
- distinguere una condizione fisiologica da una alterazione clinica
- identificare eventuali carenze o squilibri
- orientare esami mirati, evitando accertamenti inutili
- impostare un percorso di recupero personalizzato
Un inquadramento precoce della stanchezza persistente migliora la qualità della vita e riduce il rischio di cronicizzazione del sintomo.
Esami da fare quando la stanchezza persiste
Quando l’affaticamento perdura è fondamentale eseguire alcuni esami per individuare le cause sottostanti.
Ecco i principali test consigliati:
- Emocromo completo
Utile per valutare lo stato del sangue, rilevare anemia e identificare segni di infezione o altre anomalie. - Esami del ferro (ferritina, transferrina, saturazione transferrina)
Per escludere carenze di ferro, che possono causare stanchezza anche senza anemia conclamata. - Test della funzione tiroidea (TSH, FT3, FT4)
Fondamentale per escludere disfunzioni tiroidee, che influenzano direttamente l’energia e il metabolismo. - Dosaggio della vitamina D
La carenza di vitamina D è comune nei mesi invernali e può causare sintomi di affaticamento persistente. - Esami metabolici di base
Glicemia, colesterolo totale, HDL, LDL e trigliceridi: utili per valutare l’equilibrio metabolico e identificare eventuali disfunzioni. - Vitamine del gruppo B
Test per la carenza di vitamine come B12 e folato, che possono causare affaticamento e difficoltà di concentrazione.
Gennaio è il mese ideale per la prevenzione della salute
Il periodo successivo alle festività rappresenta una fase particolarmente favorevole per valutare il proprio stato di salute. Dopo le alterazioni nei ritmi quotidiani, gennaio è il momento perfetto per riprendere in mano la propria salute e fare il punto su eventuali segnali del corpo. L’organismo fornisce segnali chiari che, se correttamente interpretati, permettono di intervenire in modo tempestivo e mirato, evitando che piccoli squilibri diventino problematiche più gravi nel lungo periodo.
Alla Casa del Sole la stanchezza persistente viene affrontata come parte di un percorso di prevenzione più ampio, che integra valutazione clinica, esami di laboratorio e attenzione alla persona nella sua globalità. L’obiettivo non è solo individuare una causa, ma accompagnare il paziente verso il recupero dell’equilibrio e del benessere nel tempo.
La stanchezza non è un nemico da ignorare, né un sintomo da medicalizzare in modo automatico. È un segnale che richiede ascolto, contesto e competenza.
Riconoscerla, comprenderne l’origine e affidarsi a una valutazione professionale permette di trasformarla in un’opportunità di prevenzione e di cura consapevole.